La Fortezza delle Donne
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PARAVIDA
tutte dobbiamo vivere


giovedì 19 luglio 2007
ore 21 e 30














...quando una donna è staccata dalla sua fonte essenziale risulta sterilizzata e i suoi istinti..i suoi cicli naturali vanno perduti, soggiogati dalla cultura o dall’intelletto o dall’io proprio o altrui.

Queste sono storie di donne, poste come segnali sul cammino. Sono porte sul mondo dell’essenza della Donna.
E’ un ritorno alla vita istintiva, al crescere secondo i propri ritmi naturali per raggiungere la più naturale profondità.
Siamo pervase dalla nostalgia per l’antica natura selvaggia..queste siamo...da sempre…
Senza di noi la nostra essenza profonda, pura, istintuale muore...senza di lei siamo noi a morire

Ogni anima attira nella propria vita ciò di cui ha bisogno per crescere, per apprendere. Per ogni evento non bisogna incolpare gli altri ma cercare nella situazione cosa occorre imparare. Ogni crescita, ogni apprendimento passa attraverso il dolore e la sofferenza. Molte volte ci si adegua ad un modello di vita che gli altri si aspettano da noi, o che noi vogliamo vivere per piacere agli altri. Questo porta ad allontanarsi dalla propria essenza più profonda.
Quante volte per amore di un uomo, di un figlio, di un lavoro , ci si adatta a vivere situazioni e modelli che non ci appartengono e che nel lungo tempo portano a frustrazione e sofferenza (… e a volte tutto questo è vissuto senza la consapevolezza di adeguarsi a …).

…a volte è un lento percorso interiore quotidiano, a volte è una situazione improvvisa e devastante, a volte è una relazione che si trascina stancamente nel tempo….qualsiasi sia l’elemento scatenante prima o poi arriva il momento per ogni uomo e donna di guardare in faccia la propria vita. E’ il momento, l’opportunità di ritrovare la vera essenza dentro ciascuno di noi, di conoscersi, amarsi ed accettarsi per quello che si è, vivere la propria vite nella verità del proprio sentire e delle proprie emozioni a prescindere da ciò che gli altri desiderano o si aspettano da noi. E’ il momento della scelta: dimenticare chi siamo, rimuovere i problemi e continuare nascondendosi prima a se stessi poi agli altri. O trovare la forza e il coraggio di cambiare e ritornare alla propria natura più vera. Ascoltare quella voce interiore che urla dentro di noi, che conosce il cammino che dobbiamo percorrere, che conosce gli errori, le deviazioni dal nostro percorso. E’ il momento di smettere di scegliere per gli altri, perché modificare la nostra natura per adeguarsi all’altro è un scegliere per gli altri e vivere nell’inganno quotidiano. Ci vuole coraggio, fede, forza, speranza, umiltà.Il cammino è doloroso, sembra di entrare nell’abisso della disperazione, le prove non mancano, ma se procedi nel tuo percorso, alla ricerca della consapevolezza, vivere senza menzogne, senza la paura di non essere accettati, amati, apprezzati, iniziando ad amare e ad accettare se stessi, perché solo così si può amare gli altri di quell’amore incondizionato che è dare senza aspettare nulla in cambio, prima o poi ritrovi la strada, la tua strada, e con essa..la gioia di vivere. Solo vivendo così e passando attraverso il dolore senza rimanere vittime di se stessi, solo così si raggiunge la pace interiore,e, dopo ogni morte, c’è sempre una rinascita. La morte non è la fine, ma l’inizio di qualcosa di nuovo,….di sacro.

La morte delle piccole o grandi situazioni che nella vita ci portano lontani dalla nostra anima.

A non vendersi mai, corpo e soprattutto anima, nei mille modi della vita, e a non arrendersi, ci vuole coraggio; ma sta qui la dignità e la bellezza, di una donna come di un uomo.

STRUTTURA DELLO SPETTACOLO
Lo spettacolo è strutturato come un libro: prologo, tredici capitoli, epilogo. Racconta la storia di una donna, il suo presente, la sua infanzia, la sua trasformazione interiore. L’intera vita di una donna in un giorno. Dal tramonto, la notte, l’alba…il nuovo giorno. Le ore del giorno raccontano il passaggio dal più profondo dolore alla pace del cuore, alla gioia, alla comprensione di ciò che resta immutato. La grandezza dell’anima… Attraverso il racconto di una favola comprende il perché del suo dolore, della sua angoscia. Si riappropria di ciò che aveva perduto: l’intuito, i propri ritmi naturali, la voglia e la necessità di vivere nella verità il proprio sentire, le proprie emozioni.

Compagnia Alef : C. Guerzoni, S. Guerzoni, L. Tranchina, L. Guaraldi, I. Superbi, M. Giovanardi,A. Superbi, F. Mattioli, G. Mantovani, V. Baraldi, S. Andreoli

Coreografia e regia: Licia Baraldi

Ricerca immagini e montaggio video: Marco Ribecchi

Voci: A. Bellodi, L. Teramo, G. Galletti, M. Sgarbi, L. Foroni

Musiche: P. Glass, L. Cottifogli, M. Attack, Apocalyptica, J. Mitchell, V. Capossela, F. Boni, Toto, S.igur Ross, J. Debney,N. Alesini, Molvaer.