La Fortezza delle Donne
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Soda Fountain Rag

Domenica 22 luglio 2007
ore 21e30

ingresso gratuito














L'ultima cosa che vi aspettereste da un'artista che ha per moniker il titolo di un pezzo di Duke Ellington (e non di un pezzo qualsiasi, ma del primo da lui composto, età quindici anni) è che faccia musica indiepop. A meno che non provenga da Bergen, musicalmente la più prolifica delle città norvegesi, con il suo carico di luci ed ombre.

Soda Fountain Rag è la bedroom singer Ragnhild Hogstad Jordahl, bella ragazzona scandinava e autentica rivelazione di stagione: fatevi un giro sulla pagina da lei curata su NRK P3 Urørt, scaricate tutto (ma proprio tutto) e stupite. Oltre i canovacci già noti - c86, jangly pop, spruzzate di retropop analogico - a sbalordire è la qualità del songwriting, vulcanico e prolifico come lo Stephin Merritt degli esordi, capace di scavalcare i limiti dei lo-fi per raggiungere un pezzo intenso e maturo come "Army of Silent Kids" coi suoi rimandi Pram/Stereolab e uno strepitoso refrain e di ritornare poi docile in cameretta per registrare in tono minore la malvagia ironia e le improvvisazioni pop della incantevolmente incerta "You are not invited to my wedding", limitata ad accordi sovrapposti di piano e tastiere e una linea melodica di stampo classico, incompiuta eppure ugualmente bellissima. Questo percorso di evoluzione intermittente, che prende le mosse (a sentire lei) da Rough Bunnies, Adam Green, Moldy Peaches e i 16 bit Nintendo non intacca la freschezza delle composizioni di Ragnhild: definirla "twee", per quello che è il tweepop oggi, appare persino limitativo, anche se "You Can't Stop Me" prende le chitarre delle Marine Girls e le porta a ridere in faccia al suo ragazzo (letteralmente, sentire per credere), anche se il gioco a rimpiattino con la malinconia le riesce a meraviglia, ed è ancor più prezioso perché nascosto e incastrato tra le pieghe dei brani anziché ostentato come da copione.

Con alcuni dei pezzi presenti su quella pagina, Soda Fountain Rag ha confezionato un CD demo che per quel che mi riguarda è stato la cosa più preziosa dell'estate appena trascorsa: sei pezzi di miracoloso equilibrio lirico e sonoro, sospesi tra ingenuità ed ironia, con un'ispirazione melodica senza cedimenti e che riferiscono elementi dal pop iterativo degli Stereolab ("Angry Girl") oltre che da un ventennio di trovate indiepop, a volte consci del fatto di essere chiusi in una stanzetta norvegese con una numerosa collezione di dischi (la giostra di riferimenti di "New Dancing Shoes" e "Dogwalkin' Summer") ma più spesso portato a volare alto in virtù di un prodigioso lavoro di sintesi tra passato e presente, originali e riedizioni: il lavoro preferito dalla pop-genetica nordica. Se per Ragnhild non esitiamo a parlare di Genio è perché le sue canzoni istantaneamente orecchiabili possiedono un doppio fondo, una qualità avvolgente e addirittura tenebrosa che sovrappone immagini di alba e tramonto in mezzo alla solitudine di Bergen: la citata "Army Of Silent Kids", oltre ad essere un piccolo capolavoro di armonia ed equilibrio che ha davvero pochi pari nel pop odierno, con un effluvio di tastiere compresso dalla stupenda forza del cantato, potrebbe essere indifferentemente colonna sonora di una commedia di Kaurismaki o di un horror Ballardiano, tanta è la forza nascosta dei suoi sottintesi, e la paura della solitudine che riesce a trasmettere in mezzo alle sue bellezze. E non nasce da uno studio ipertecnologico Londinese ma dal PC di una ragazza che produce da sola ogni suono, batte le mani a tempo e canta divinamente. Il colpo di fulmine dell'anno.

Web: www11.nrk.no/urort/user/?id=40283
My Space: http://www.myspace.com/sodafountainrag